Passa ai contenuti principali

Mostarda di mosto cotto (mustadda)

Questo dessert atipico mi fa tornare indietro nel tempo di quasi un trentennio al periodo in cui, dopo la vendemmia, mia nonna preparava questo budino così profumato e speziato che noi bimbi mangiavamo ancora fumante e che ci ripagava delle "fatiche" del raccolto.
La vendemmia, ai miei occhi di bambina, era un evento triste e io lo avrei allontanato il più possibile perchè coincideva con la fine della pausa scolastica estiva (mio nonno aveva l'abitudine di radunarci tutti il sabato precedente l'inizio della scuola per aiutarlo a raccogliere l'uva) e rappresentava  il susseguirsi di un nuovo e temuto anno scolastico.
Ma era altresì un'occasione per rivedere i miei cugini e trascorrere una piacevole giornata insieme all'insegna di giochi, risate e marachelle.
La  "mustadda" per me è tutto questo, è un tuffo nel passato e il solo profumo che pervade la cucina mi riporta a quei tempi lontani così spensierati.
Ormai noi non vendemmiamo più da qualche anno e il nostro vigneto è diventato improduttivo ma
una mia amica, due settimane fa,  mi ha regalato una bottiglia di mosto cotto che ho usato per preparare questa delizia.



N.B. Io ho utilizzato il mosto cotto, cioè già ristretto, ma se avete del mosto fresco allora dovrete portarlo a bollore e farlo restringere della metà, per esempio un litro dovrà essere ristretto fino a diventare mezzo litro.

Ingredienti:

  • 1,5 l di mosto cotto
  • 165 g di amido di mais
  • cannella e chiodi di garofano qb
  • 200 g di nocciole e mandorle tostate e tritate 
Preparazione:
Sciogliete l'amido in poco mosto, unite al resto del liquido e fate addensare su fuoco moderato mescolando con un cucchiaio di legno.
Qualche istante prima di spegnere la fiamma incorporate le spezie, le mandorle e le nocciole.
Versate la mostarda in delle coppettine, cospargete con un trito di mandorle, nocciole e la cannella e servite ancora tiepida.


La mostarda può anche essere consumata asciutta, in tal caso sformatela, esponetela al sole per 3-4 giorni, rigirandola ogni 24 ore  e ritirandola la notte. Si conserva in barattoli di latta con foglie di alloro

In cucina con me:


Commenti

  1. Che meraviglia Caterina grazie per la ricetta e' deliziosa mi piace tantissimo.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

PURCHE' SIA DOLCE...Il mio primo giveaway

Fra un mese esatto sarà il mio compleanno e ho deciso di festeggiarlo virtualmente con voi organizzando il mio primo giveaway. Non c'è stata molta organizzazione dietro, l'ho pensato oggi, ho creato il banner praticamente in mezz'ora e ho contattato mia sorella per concordare i premi. Ecco il banner (spero che vi piaccia, nei prossimi giorni pubblicherò la ricetta della torta nella foto) Il giveaway è valido da oggi 26 maggio 2014 alle 23.59 del 26 giugno 2014 L'unica regola? Lo dice il titolo stesso: "Purchè sia dolce". Mi piacerebbe avere una raccolta di dolcetti tutti nuovi da poter sperimentare.  Per partecipare dovrete esporre il banner sia nella Home del vostro blog (o nella pagina dedicata ai contest e ai giveaway) che nel post che pubblicherete per me, con link a questo post. Possono partecipare solo i possessori di un blog. I vincitori saranno 3 e saranno sorteggiati, nei giorni successivi alla fine del giveaway,  direttamante dalle ma...

Normal people: il libro e la serie tv

E voi cosa avete preferito?!?! Libro? O serie tv? Quando un libro viene sceneggiato il paragone con la trasposizione televisiva vien da sé. Sin da bambina quando mi immergevo nella lettura, al pari del demiurgo platonico  che non creava da sé  ma dava forma a idee preesistenti, puntualmente plasmavo il materiale che altri mi fornivano in quel momento per visualizzare personaggi e luoghi, dar voce a dialoghi: tutto era nella mia testa e tutto era esattamente come le parole mi suggerivano. Probabilmente in virtù di questa capacità  ho sempre sperato di vedere il corrispettivo  sul grande schermo per capire come altri vedevano, come altri creavano e, soprattutto, se vi erano sfumature in comune con la mia percezione. Forse anche per questo a distanza di anni rileggo dei libri che mi hanno particolarmente catturata per capire se in periodi diversi della mia vita, in situazioni particolari e con diversi anni in più, sensazioni, emozioni  si ripetono o cambiano radica...

Crostata rustica

La storia di questa ricetta è molto semplice perchè l'avevo vista sulla rivista Più Dolci (numero di febbraio 2012) ma, volendola fortemente fare e non avendo tutti gli ingredienti, ho deciso di apportare delle modifiche. Fino a quando non l'ho guardata in faccia ero scettica ma poi, che dire, semplicemente superba...io consiglio di farla e, in tutta sincerità, mi è sembrata esteticamente anche molto fedele a quella originale. Devo spezzare una lancia a favore di noi blogger non proprio abilissime con la macchina fotografica perchè all'occhio di un attento osservatore (e io lo sono) a volte delle foto "furbe" (che ti fanno vedere un piccolo particolare di una pietanza o un'immagine in controluce etc...)di alcuni blog  nascondono imperfezioni, bruciature  (e non credo che nessuno di voi non ci ha mai fatto caso) quindi magari le nostre non sono quelle che useresti per un book ma sono autentiche. Mia figlia sta scappando con la fetta... Scrivo...