Avrei voluto intitolare questo post "La quiete dopo la tempesta", citando la più celebre poesia di Giacomo Leopardi, ma se la tempesta meteorologica è passata lasciando meno danni delle catastrofiche previsioni, la tempesta del cuore è lì e da quattro giorni tormenta incessantemente un intero hinterland. Non ci sono parole, non esistono spiegazioni, si rischierebbe la banalità, la certezza è che da sabato pomeriggio - per chi un conoscente, per chi un amico, per chi un cugino, per chi un nipote, per chi un fratello, per chi un figlio, per chi un marito, per chi un padre - due splendidi ragazzi hanno lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di un'intera comunità, vittime di un "omicidio stradale". Non si può morire così, per uno stupido scherzo del destino e lo voglio chiamare lucidamente scherzo del destino perchè, in questo momento, preferisco pensare che siamo marionette i cui fili sono mossi da un infido e beffardo destino, piuttosto che credere che Dio a...